Creazione intenzionale.

La Gratitudine e la Gioia sono la Chiave, il Respiro e il Prana Dorato il Mezzo, il Magenta e l’Oro i colori.

Centriamoci in queste vibrazioni riportando a noi un momento in cui siamo stati colmi di Gioia, viviamo quell’episodio con tutti i sensi, ricreiamolo visualizzandolo, percependo ogni sensazione ci aveva fatto germogliare, ascoltiamo i suoni che ascoltavamo, sentiamone i profumi, ecco che la stessa sensazione prende forma in noi, e insieme ad essa l’immensa gratitudine di scoprirci così beati, meraviglie del creato e meravigliosi co-creatori; quando sentiremo il cuore scoppiare perché incapace ancora a contenere tanta emozione,

Grazie per il lavoro che è espressione della mia Passione e mi consente di vivere senza preoccupazioni materiali ma nel benessere mio e dei miei cari.
Grazie della salute che mi consente di agire per il bene e nel bene con facilità e gioia.
Grazie per l’abbondanza di amore, amici, persone con cui condividere la mia gioia.
Grazie per l’abbondanza di denaro che mi consente di dedicarmi al mio compito di vita senza problemi, viaggiando e incontrando persone utili al mio cammino.
Grazie per la felicità di mio figlio.
Grazie per la felicità dei miei cari.
Grazie per aiutarmi a rifulgere come il diamante che sono stata chiamata ad essere.
Così è.
Grazie Grazie Grazie.

“Quella sedia non è una sedia”.

Ci sono frasi che entrano a far parte di noi da bambini, anzi frasi intorno alle quali cresciamo, e che a volte assumono il carattere di limiti altre seminano la curiosità e il bisogno di capire e conoscere il perché di tale detto insindacabile. Uno di questi ultimi è stato:”Non puoi sedere lì, quella non è una sedia!” Ho sempre rispettato questa regola ma chiedendomi perché, cosa ci fosse di diverso in quella che vedevo una sedia. E crescendo e cercando mi sono sentita come tale Ch’ing-yuan: “Prima di praticare per trent’anni lo Zen vedevo le montagne come montagne e le acque come acque. Quando giunsi a una sapienza più profonda, vidi che le montagne non sono montagne e le acque non sono acque. Ora che ho raggiunto l’essenza della sapienza, sono in pace, perché vedo le montagne come montagne e le acque come acque.” Ora sebbene una sedia sia una sedia, amo tramandare l’invito a “non sedere,non è una sedia” per sollecitare la curiosità, la critica, il dubbio in chi capiti davanti la mia “installazione”…la sola degna di sostare è la Ricerca, tra una Conoscenza e l’altra.
P.s.
Quella che vedete una sedia, sebbene sia una sedia, è la giusta cornice alla mia opera. Grazie e ‪#‎Buongiorno‬ Antonella.

E non mi dite che non si possa!

Scritto a qualche mese dalla separazione, nel 2008.
Pubblicato in “Mosaico di emozioni”; utile oggi a rivedermi e apprezzare l’evoluzione. A qualcuno potrebbe essere utile sapere che ci si può separare senza drammi né colpi bassi.

Amare incondizionatamente, se ne fa un gran parlare e poi? Se ci provi e mostri di riuscirci scardini un’ordine prestabilito tanto caro ai casellanti della mente, quelli che debbono darti un posto chiaro e categorico nelle scalette dei loro test ….mio marito ed io ci siamo conosciuti sostenuti ed amati dal 1998, abbiamo avuto un bimbo che per entrambi è il bene massimo; siamo stati amici, compagni, soci, poi qualcosa nella nostra intesa ha iniziato a perdere smalto; mi dicevo che DOMANI ANDRA’ MEGLIO, OGGI SONO STANCA….ma al domani denso di preoccupazioni economiche si univa una strisciante insoddisfazione di entrambì. Poi lui ha avuto un problema di salute che abbiamo guardato con occhi diversi. Una volta superato, io ringraziavo Dio di averci dato una nuova opportunità, lui per aver avuto una seconda vita da vivere senza ombre…è così che mi ha parlato, affrontando il dolore di entrambi che cercavo di sfuggire…Ti voglio bene, ma non sento il fuoco ardere, sento che qualcosa è cambiato….tre giorni di buio sono seguiti, i tre giorni che la tradizione assegna al lutto perché sia metabolizzato…ma dopo tre giorni di oblio mi sono sciacquata il viso e detta, ma non ero quella della VERITA’ sopra ogni cosa? Si ero io che mi addormentavo rendendo grazie per ciò che avevo (ed ho) e chiedendo aiuto nel trovare la via della felicità, Felicità di per  sé, non legata a qualcuno in particolare. Ho sempre pensato che ognuno di noi nasca con una missione da svolgere, tale compimento realizza il nostro essere facendoci sentire appagati e felici, quindi, poiché è Dio a darci tale incarico CHE SIA FATTA LA SUA VOLONTA’, IN CIELO ED IN TERRA. Realizzando il mio compito faccio la volontà di Dio ed al tempo stesso ciò che mi rende appagato e felice…allora Dio aiutami a trovare la mia via….questa la mia intenzione;ed ora ero di fronte ad una novità..la passione non c’era,forse non c’era mai stata,ma l’amore si, e allora perché non accettare questa evidenza? L’amore non può finire, non è erogato come l’acqua o il gas, non chiudi le tubature ed addio; abbiamo condiviso tutto, ho camminato nelle sue scarpe e lui nei miei panni…perché dovremmo FARLA FINITA, ESSERE ADULTI, TAGLIARE IL CORDONE CHE CI LEGA? Questo oppongono gli psicologi…abbiamo scelto di vivere insieme, con nostro figlio che vediamo felice; entrambi ci occupiamo e preoccupiamo della serenità dell’altro, frequentiamo coppie con bimbi, amici singolarmente, cuciniamo, laviamo e stiriamo, uno per l’altro, poi ognuno ha un suo spazio in cui vivere le proprie emozioni più intime…certo per pudore evitiamo di raccontarci i dettagli ma sono felice all’idea che entrambi possiamo trovare un nuovo Amore completo che ci emozioni e coinvolga completamente….e per mano, in punta di piedi ci accompagnamo a vicenda nella nostra prossima vita.

Educare alla Conoscenza della propria Unicità attraverso l’Intuitività e la Creatività; io ho cercato la mia Voce…

Quando ero piccola una delle cose che mi sentivo dire quando tentassi di modulare la voce nel proposito di cantare era :” Per carità divina, sei un’offesa agli altri, zitta!”
Questa frase pronunciata con leggerezza, magari in senso ironico, a me è invece arrivata come un macigno che si è sedimentato fornendomi un punto di identificazione quando si è sommato ad un altro episodio vissuto come traumatico.
Ero all’asilo ed ero molto portata alla manipolazione, modellavo le varie parte disponibili e in un batter d’occhio creavo fiori meravigliosi. Dovevano essere tanto tanto belli se la maestra con grande enfasi mi nominò Regina dei Fiori. Sarebbe stato bello e gratificante se avessi potuto nutrirmi di questo riconoscimento se non ci avesse unito una richiesta per me impraticabile.
M prese per mano e mi mise di fronte alla classe dicendomi:”Ora gira tra i banchi e re-impasta i lavori che vedi brutti”. Mi sentii morire; come avrei potuto distruggere ciò che era espressione dell’altro? Rimasi immobile, impossibilitata a rispondere con un no in ossequio alla figura di potere che rappresentava ma non eseguii ciò che mi chiese rifiutando per sempre il ruolo di regina e, scoprirò ben più tardi, avendo il quel momento creato un credo limitante che mi avrebbe impedito di esprimere me stessa, i miei talenti, la mia creatività e la mia Voce perché avrei fatto del male agli altri.
Sembra un’inezia, ma non soltanto gesti eclatanti sono violenti, anche parole pronunciate inconsapevolmente possono incidere drasticamente sulla formazione di un esserino in pieno sviluppo; fino ai 7 anni i bimbi sono spugne che si formano assorbendo ciò che arriva loro. Per noi adulti è essenziale conoscere e smontare tutte le identificazioni con cui ci siamo presentati al mondo e a noi stessi per giungere alla nostra vera natura a quell’Essere che è nato per compiere una missione. Per i bambini sarebbe auspicabile, per me necessario, educarli subito al ri-conoscimento della propria Unicità. Nel momento in cui ho sentito di aver visto e rimosso tutti [?] i miei credo limitanti, mi sono sentita nella necessità di conoscere la vera Me e mi sono lasciata accadere ai miei stessi occhi inizialmente timorosi ma via via sempre più meravigliati e felici di vedermi esprimere ciò che sono e tutti siamo, Luce. Ora qualcuno mi dirà presuntuosa ma io risponderei “Ah sì?”mi assumo semplicemente la responsabilità di dire e ricordare così, a ognuno chi in realtà siamo, essere divini perfetti co-creatori. Appena ri-nata, il 18 Agosto scorso ho sentito di aver bisogno di un nuovo nome che esprimesse al meglio il mio nuovo grado di consapevolezza ed ho sentito il desiderio di ascoltare la mia Voce per la prima volta senza paura di far del male agli altri :] Ho cercato la MIA MUSICA, quella che mi facesse vibrare e sentire che voce e corpo sono uno e si muovono insieme così che la danza e il canto diventano meditazione e una forma di preghiera. Ora, sebbene parlerei per giorni di ciò che mi appassiona, il focus del “mi fermo un attimo a scrivere un post” era che sono felice e voglio condividere con voi questo mio sentire e anche sottolineare l’importanza della Ricerca di una forma di espressione di Sè per il raggiungimento di una propria piena realizzazione. Ho espresso a me stessa il proposito/desiderio->INTENZIONE di cantare con altre persone per far fluire la gioia, e poiché tutto ciò che inviamo con intenzione all’Universo è già creato se è volto al bene e non danneggia alcuno, ecco arrivare la conoscenza di un’associazione che ha uno sguardo simile al mio sul rispetto della persona e che organizza un corso di canto che oltre ad insegnare tecniche specifiche, è volto proprio all’espressione della propria unicità. Il corso nasce diretto ai ragazzi ma avendo ricevuto più richieste anche da adulti come me si sta formando una nuova classe; i costi saranno popolari, la sede ad un passo da casa, l’orario serale…insomma ciò che volevo :]
Se qualcuno fosse interessato APS “DiversaMente Normale” chiedete dettagli all’associazione.
#Daje che felici da soli è bello ma insieme è meglio. Namasté.

Svolgimento 91. Francesca

Scrivere creativo

Esercizio 91. Lo trovi in: categorie> scrittura creativa> esercizi

Era seduta di spalle, accanto al suo legale, quando sentì aprirsi la porta.
Senza che un sibilo provenisse dal nuovo entrato, lo aveva riconosciuto essere suo marito.
Il profumo di tabacco che aveva amato sin dal suo primo incontro, era la nota caratteristica
che lo distingueva tra molti.
Con un cenno del capo, quasi chino, aveva salutato i presenti. Era stato convocato per dare l’avvio alle pratiche di separazione.
Lei era bella, algida e fiera, nonostante avesse superato l’età sinodale dei quaranta da un po’.
Ma non si era chiesta se avrebbe potuto avere altre opportunità di relazione, mettendo in discussione il suo matrimonio; non le serviva saperlo; ciò che non avrebbe mai accettato era restare accanto a un uomo dimostratosi bambino quando aveva cercato sollievo alla noia, non impegnandosi magari in attività sociali, bensì iniziando a frequentare le chat.
E…

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El Amaranto, la planta Sagrada de los Incas ataca a cultivos transgénicos

Nuestro planeta azul cambia...

La planta sagrada de los incas desafía al gigante Monsanto

Pánico entre agricultores de Estados Unidos. La transnacional de semillas transgénicas no sabe qué hacer con el amaranto (kiwicha) que acabó con sembríos de soya.

Agencias

En Estados Unidos los agricultores han tenido que abandonar cinco mil hectáreas de soya transgénica y otras cincuenta mil están gravemente amenazadas.

Este pánico se debe a una “mala hierba”, el amaranto(conocida en el Perú como kiwicha) que decidió oponerse a la transnacional Monsanto, tristemente célebre por su producción y comercialización de semillas transgénicas.

En 2004 un agricultor de  Atlanta comprobó  que algunos brotes de amaranto resistían al poderoso herbicida Roundup. Los campos víctimas de esta invasora “mala hierba” habían sido sembrados con granos Roundup Ready, que contienen una semilla que ha recibido un gen de resistencia al herbicida.

Desde entonces la situación ha empeorado y el fenómeno se ha extendido a Carolina…

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Luce e polvere.

Raramente ho raccontato dei miei viaggi,se non in forma di fiaba della buona notte a mio figlio che dando un colpo al mappamondo, puntava il dito scegliendo il luogo; io avrei costruito coi ricordi le immagini,i suoni, i colori e persino gli odori del nostro teatrino. Stasera, se fosse ancora piccolo. sceglierei io. Una cosa che mi ha sempre meravigliata è la somiglianza dei colori e del loro intreccio nei tessuti usati da  popolazioni distanti e isolate tra loro; tipo i nepalesi e i messicani, coi loro poncho simili,coloratissimi e allegri. Ecco. stasera gli racconterei di San Cristobal de las Casas e San Luis Potosì, di Aguascalientes e del Chiapas, del Canyon del Sumidero e delle persone che ci vivono. Persone umili e dignitosissime, che hanno “accettato”nei secoli l’evangelizzazione cristiana e che sono entrati nelle chiese ma solo dopo aver mediato con la loro antica cultura; è così che in chiesa puoi vedere la statua di un santo messa di spalle, in castigo perché non ha concesso ciò che serviva alla comunità, e su un altarino più in la trovare la bottiglia inconfondibile della cocacola panacea per tutti i mali. Era un posto che sembrava scollarsi dalle pagine di un libro qualunque di Isabel Allende. La polvere, il caldo, la luce accecante e la povertà più assoluta che legavano indissolubilmente gli uomini alla terra e le donne al loro seguito; e se gli uomini stanchi e vinti fossero stati ubriachi e molesti, loro, le donne, non avrebbero avuto alternativa. Invece a San Cristobal ne ho conosciute di quelle che hanno reagito al nulla e si son costruite l’alternativa scegliendo la cooperazione tra donne; era il ’90 e avevano iniziato a produrre e commercializzare manufatti artigianali di vimini intrecciati del colore tipico del villaggio,il fucsia. Erano dei cestini miniaturizzati legati a formare delle collane. Ne comprai tante e al ritorno le sciolsi e le misi da parte fino all’ 8 marzo successivo; in ogni cestino accomodai qualche pallino di mimosa e un biglietto in cui narravo la provenienza dell’oggetto.Li offrii in regalo alle clienti del bar di famiglia in cui lavoravo, divenute per l’occasione testimonial di un processo di liberazione.

Sempre in quei posti di luce e polvere, se strizzavo gli occhi per mettere a fuoco le immagini, vedevo dondolare delle sagome; una di uomo alto, possente, che sembrava essere autorevole e forse anche autoritario. Di lui si diceva che avesse a cuore la sorte dei più deboli, che ne avesse cura .In quei posti di luce e polvere, il territorio era dominato dalle grandi famiglie latifondiste che godevano dei privilegi concessi loro dal dittatore del tempo; lì vivevano e si scontrano due civiltà: quella dei ricchissimi e arroganti capitalisti e quella dei fierissimi indigeni molto legati alla loro terra e alla loro cultura. Anche di quei posti mi colpiva la somiglianza con posti di casa mia, sebbene  lontani e isolati tra loro. Ero in Messico ma potevo essere a Matera; mi riferivo a Zapata ma potevo parlare di Sofia Gatica  [o Gianni Fabbris?].

Non lo so, mentre cerco di ricordare lascio la citazione di un passo reperito in rete :

Nel pensiero di Zapata la distribuzione della terra assume una questione prioritariai punti fondamentali imponevano la restituzione della terra ai contadini, l’espropriazione dei latifondi e la nazionalizzazione delle risorse.

El caudillo del sur non rivendicava semplicemente più eguaglianza e terra ai contadini, egli auspicava la costruzione di una nuova nazione a partire da un’organizzazione decentralizzata di pueblos liberamente federati tra loro, sovrani ed autonomi nelle decisioni politiche, amministrative e finanziarie. Per quanto i contadini avessero un ruolo centrale nelle sue battaglie, egli riteneva importante anche liberare i minatori, gli operai, gli indios e i lavoratori tutti dallo sfruttamento a cui erano sottoposti per colpa della classe capitalistica messicana e statunitense.”

Ecco, questa sarebbe stata la mia fiaba della buonanotte a mio figlio.#Buonanotte a chi leggerà.

Colori a San Cristobal de Las Casas
Colori a San Cristobal de Las Casas
Colori nepalesi
Colori nepalesi

Mamma mi spieghi cos’è il TTIP ?

TTIP è l’acronimo di Transatlantic Trade Investiment Partnership cioè Accordo Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti.Commercio che vorrebbero fare le multinazionali qui in Italia e Europa tutta ma che ancora non gli riesce perché da noi vigono, per fortuna, delle regole a tutela dell’Ambiente, delle Persone, dei Lavoratori che impediscono loro il massimo profitto.Per poter lucrare al massimo questi signori investitori pretenderebbero che si rimuovessero tutte le leggi che ostacolano il “Libero-scambio” [anche se queste sono a protezione da rischi per l’Ambiente e la Salute] .Questo famigerato TTIP stabilirebbe che gli investimenti delle multinazionali fossero consentiti e tutelati anche nei servizi pubblici come l’Acqua, la Sanità, la Scuola e che se un governo si opponesse intervenissero i meccanismi di arbitrato [dei tribunali appositi] che costringerebbero gli stati a pagare alle multinazionali l’equivalente dei mancati superprofitti. Facciamo un esempio concreto: in Europa vige una regolamentazione che pone restrizioni all’utilizzo di prodotti OGM. In America questa regolamentazione non c’è, quindi un’azienda statunitense è libera di produrre e commerciare sementi OGM.* A causa delle restrizioni presenti nel nostro continente, però, non può farlo in Europa. Questo genera un mancato profitto. Con il Ttip, c’è il rischio che le aziende possano appellarsi e costringere l’Europa a pagare le multinazionali (come la Monsanto per fare un esempio) penalizzate dalle leggi vigenti. L’introduzione di un Meccanismo di risoluzione dei contenziosi tra investitori e Stati, (Investor-State Dispute Settlement – Isds), quindi, permetterebbe alle imprese di far condannare quei paesi che approvano leggi dannose per i propri investimenti presenti e futuri.Eppure già ora che l’accordo non è stato firmato e siamo tutelati da leggi, subiamo il ricatto dello strapotere delle multinazionali. Nel 1988 l’Ue ha vietato l’importazione di carni bovine trattate con alcuni ormoni della crescita, risultati poi cancerogeni. Per questo era stata obbligata a pagare a Usa e Canada dal Tribunale delle dispute dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) oltre 250 milioni di dollari l’anno di sanzioni commerciali nonostante le evidenze scientifiche e le tante vittime. Solo nel 2013 la ritorsione è finita quando l’Europa si è però impegnata ad acquistare dai due concorrenti carne di alta qualità fino a 48.200 tonnellate l’anno,in barba ai rischi per la nostra salute.Anche le leggi a tutela dei diritti dei lavoratori sono considerate un ostacolo, [non al commercio ma allo sfruttamento,aggiungo io] e per questo il governo Renzi cerca di livellarle al ribasso rendendo tutti uguali, ossia senza tutele. Insomma, questo trattato genera una netta contrapposizione tra il Mercato/Profitto e  i diritti dei cittadini e le responsabilità collettive verso l’ambiente .Per questo io dico #StopTTIP #BloccaTTIP .

*A proposito dei danni da OGM c’è la storia di Sofia Gatica che ben illustra a cosa porti il loro uso sconsiderato https://antonellafrustaci.wordpress.com/2014/05/01/mamma-mi-spieghi-perche-sofia-gatica-e-la-monsanto/

La Stazione . Wislawa Szymborska

La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
È avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
È scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
Ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

È avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

 
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